La flessibilità dei principi: una nota sul potere
delle piattaforme
C'è un momento in cui la contraddizione smette di essere un errore e diventa
struttura. Non più un incidente da segnalare, ma la logica stessa del sistema.
È il momento in cui ci si rende conto che le regole non sono fatte per essere
coerenti, ma per essere funzionali. Funzionali a chi le impone, non a chi le
subisce.
Mi è capitato di sperimentare questa logica sulla mia pelle, e non la racconto
per ottenere giustizia. La racconto perché il silenzio su queste dinamiche è
complicità, e perché chi scrive ha ancora l'obbligo di nominare ciò che i
meccanismi preferirebbero lasciare senza nome.
Il fatto
Per anni ho pubblicato con Amazon KDP. Il servizio di self-publishing del
colosso americano mi permetteva di gestire direttamente i miei testi, di
curarne la forma, di seguirne il percorso. Avevo circa una decina di
pubblicazioni attive, un flusso regolare, una presenza costruita con la
pazienza che il lavoro di scrittura richiede. Poi ho pubblicato un testo
intitolato Godete dunque.
La risposta di Amazon è stata immediata e definitiva: chiusura dell'account,
annullamento di tutte le pubblicazioni precedenti, cancellazione di anni di
lavoro con un singolo atto amministrativo. Il motivo addotto? Il contenuto non
rispettava i principi della piattaforma.
Ho insistito, ho scritto, ho chiesto spiegazioni dettagliate. Vane. Il
principio era stato violato, e il principio non ammetteva discussione. Non
c'era interlocutore, non c'era appello, non c'era possibilità di confronto. La
decisione era stata presa da un algoritmo o da un operatore invisibile, e la
sua irrevocabilità era il segno del potere: non serve che tu capisca, serve che
tu accetti.
Ho allora portato. Godete dunque a Passione Scrittore, casa editrice che ha
valutato il manoscritto, lo ha pubblicato, lo ha distribuito attraverso i
canali consueti. E oggi, se entrate su Amazon.it, trovate lo stesso testo.
Stesso contenuto, stesse parole, stessa anima. Solo un ISBN diverso:
9788833775135. Stessa piattaforma che mi aveva espulso, ora pubblicizza e vende
ciò che aveva giudicato inaccettabile.
La contraddizione non è errore
Qui si apre il nodo. Non sto denunciando un malfunzionamento, un'ingiustizia da
correggere, un errore da sanare. Sto descrivendo una logica. Amazon KDP e
Amazon.it sono canali diversi, regolamenti diversi, rischi diversi. Ma il nome
è lo stesso, la piattaforma è la stessa, l'utente finale non distingue. E i
principi? I principi si adattano.
Quando il contenuto arriva da un autore indipendente, direttamente
responsabile, la cautela è massima. Un algoritmo o un revisore può decidere in
pochi secondi che qualcosa non va, e l'autore non ha diritto di replica. Quando
lo stesso contenuto arriva da un editore terzo, la valutazione cambia.
L'editore è un partner commerciale, un interlocutore strutturale, un garante di
volume. Il rischio legale e reputazionale si distribuisce. E allora lo stesso
testo, giudicato inaccettabile in una forma, diventa perfettamente lecito in
un'altra.
Non è ipocrisia individuale di qualche dirigente. È struttura economica. Le
piattaforme non sono spazi pubblici, sono proprietà private che simulano agorà.
Fanno le regole, le cambiano, le applicano a seconda del tornaconto. E i
principi che invocano non sono principi nel senso etico del termine: sono
filtri di rischio calibrati sulla relazione commerciale, non sulla sostanza del
contenuto.
La lezione per chi scrive
Per l'autore indipendente la conseguenza è concreta. Non si tratta solo di una
chiusura, di una cancellazione, di un danno economico difficilmente
quantificabile. Si tratta di una forma di precarietà invisibile, che non ha
nome nei contratti ma che condiziona profondamente il lavoro. L'autore che
pubblica da solo è esposto a decisioni arbitrarie, irrevocabili, non
impugnabili. Non ha sindacato, non ha contratto, non ha interlocutore. Ha solo
i termini di servizio, che ha accettato senza negoziazione e che può essere
modificato unilateralmente in qualsiasi momento.
Questo non significa che l'auto-pubblicazione sia sbagliata. Significa che chi
la pratica deve sapere in cosa entra. Deve sapere che la visibilità che la
piattaforma offre è concessa, non dovuta. E che può essere revocata per motivi
che non verranno mai spiegati davvero.
Ma c'è una lezione più ampia, che riguarda non solo gli autori ma chiunque
produca contenuti in spazi altrui. La piattaforma non è un luogo neutrale. Ha
interessi, strategie, logiche interne che non coincidono con quelle di chi la
usa. E la sua parvenza di apertura, di democrazia, di opportunità, maschera una
concentrazione di potere senza precedenti nella storia editoriale. Mai prima
d'ora un singolo soggetto ha controllato così tante porte di accesso ai
lettori. Mai prima d'ora la decisione su ciò che è visibile o invisibile,
lecito o illecito, presente o cancellato, è stata così centralizzata e così
poco trasparente.
Il Tempio e l'Arena
In Il Richiamo, Luca attraversa il Tempio e l'Arena. Il Tempio è la
solitudine trasformativa, il luogo in cui si impara a distinguere tra ciò che
si indossa e ciò che si è. L'Arena è il peso della responsabilità, la prova del
comando, la scoperta che il coraggio non è dimostrare chi si è di fronte agli
altri, ma accettare chi resta quando ogni ruolo cade.
Questa struttura mi ha accompagnato anche in questa vicenda. Amazon KDP è stato
il mio Tempio: uno spazio apparentemente protetto, in cui credevo di costruire
con autonomia. La chiusura dell'account è stata l'Arena: il momento in cui la
protezione cade, il ruolo viene revocato, e devi confrontarti con la realtà
nuda del potere altrui. Non c'era più la veste dell'autore indipendente, la
maschera del controllore del proprio destino. Restava solo la domanda: chi sei,
quando ciò che ti definiva ti viene tolto?
La risposta, per Luca come per chi scrive, non può essere la vendetta o il
rancore. Deve essere la trasformazione. Il passaggio attraverso l'Arena non
serve a distruggere chi ti ha sfidato, ma a scoprire se hai ancora una voce
quando la piattaforma ti nega la parola. E la voce, fortunatamente, non è
proprietà di Amazon. Non è proprietà di nessuna piattaforma. Appartiene a chi
la coltiva, la pratica, la difende.
Ho portato Godete dunque a Passione Scrittore. Ho trovato un'altra
strada, più lenta, più faticosa, meno visibile, ma più solida. E ho capito che
l'Arena non è il nemico: è il luogo in cui si misura se ciò che crediamo di
essere resiste alla prova del mondo.
La scelta di non tacere
C'è un aspetto che mi ha colpito più della chiusura stessa: il silenzio che
l'ha accompagnata. Nessun articolo, nessuna discussione, nessuna solidarietà
organizzata. La cancellazione di un autore è un evento privato, gestito tra
l'autore e la piattaforma, e il pubblico non lo sa nemmeno. Non c'è processo,
non c'è sentenza pubblica, non c'è possibilità di appello. E l'autore, spesso,
non racconta la propria storia per paura di apparire querelante, o per
vergogna, o per la consapevolezza che contro un colosso le parole individuali
contano poco.
Ma il silenzio è complicità. Ogni volta che un autore non racconta, la
piattaforma può ripetere. Ogni volta che il pubblico non sa, la logica resta
invisibile. E la logica invisibile è la più difficile da contrastare, perché
non ha bisogno di difendersi: non viene nemmeno nominata.
Per questo ho deciso di scrivere questa nota. Non per ottenere la riapertura
del mio account KDP, che non chiederò nemmeno più. Non per un risarcimento, che
sarebbe irrisorio rispetto al danno simbolico. Ma per aggiungere una voce a un
discorso che dovrebbe essere più ampio: il discorso su chi controlla l'accesso
alla parola, con quali criteri, con quali contraddizioni, con quali costi per
chi scrive.
La coerenza come lusso
C'è un'ultima riflessione, più personale. Quando ho visto. Godete dunque pubblicizzato
su Amazon.it, con ISBN diverso ma stesso contenuto, ho provato non rabbia ma
una specie di stanchezza lucida. La stanchezza di chi comprende che la coerenza
non è un valore del sistema, ma un lusso che il sistema non può permettersi.
Amazon non ha bisogno di essere coerente tra KDP e marketplace. Ha bisogno di
funzionare. E funziona meglio se applica standard diversi a relazioni diverse,
se punisce l'autore esposto e gratifica l'editore strutturato, se parla di
principi quando conviene e di opportunità commerciali quando serve.
Non è malizia. È solo il modo in cui il potere si organizza quando non è tenuto
a rendere conto a nessuno. E il problema non è Amazon in sé: è la
concentrazione di potere che rende possibile questa logica, la mancanza di
alternative reali, l'assenza di regolamentazione pubblica capace di bilanciare
la forza privata.
Cosa resta
Resta il lavoro. Resta la parola. Resta la necessità di costruire spazi propri,
relazioni proprie, canali propri. Non per romanticismo, per sopravvivenza.
Passione Scrittore ha dimostrato che un'altra strada è possibile: più lenta,
più faticosa, meno visibile, ma più solida. E io continuerò a scrivere, a
pubblicare, a cercare lettori che non si accontentino di algoritmi.
Ma continuerò anche a nominare. A dire che lo stesso testo, giudicato
inaccettabile da una parte della stessa azienda, è venduto da un'altra parte
della stessa azienda. Non per vendetta. Per memoria. Perché chi scrive ha
ancora, almeno per ora, il diritto di documentare. E perché la memoria, anche
quando non cambia il potere, cambia chi la possiede.
Non è la fine che ti cambia. È ciò che decidi di fare dopo.
Ho attraversato il Tempio. Ho resistito nell'Arena. E ho deciso di non tacere.
Onì d’André
Di seguito gli ultimi sviluppi:
Ho scritto:--
Mi avete chiuso l'account con la scusa che il mio libro. Gode dunque con codice
ISBN 9798376435212 non era ammesso dà i vostri principi, creando un danno
enorme alla mia produzione che potete riscontrare sul mi sito www.onidandre.it
e che anche voi come tante altre case editrici pubblicizzano. Adesso mi accorgo
che il libro è acquistabile anche presso di voi, tant'è che ho fatto l'ordine
In arrivo giovedì
Davide - MILANO, Milano
Ordine # 405-6099900-2119548 Visualizza o modifica ordine
Godete dunque. Rapida scorre l'età più bella, né quella che vien dopo, è bella
tanto quanto fu bella la prima
Godete dunque. Rapida scorre l'et...
Venduto da Amazon.it
Condizione: Nuovo
Quantità: 1
A questo punto vi informo che sporgerò regolare denuncia per comportamento
scorretto presso la competente autorità.
Saluti
Risposta ricevuta:
Revisione account
Kindle<kindle-account-status+500at00000eOd7fAAC@kdp-support.amazon.com>
Utente
corrente
Salve,
Per informazioni sul tuo account, fai riferimento al messaggio che ti abbiamo
inviato il [2023-02-16]:
Abbiamo chiuso il tuo account KDP perché i libri elencati di seguito contengono
materiale pornografico, che viola le nostre Linee guida Contenuti.
"Godete dunque.....": Rapida scorre l'età più bella, né quella che
vie dopo è bella tanto quanto fu bella la prima.- id_esterno: 53599975
Ci impegniamo a fornire una libreria basata sulla fiducia tra autori, editori e
lettori e interveniamo tempestivamente quando necessario per garantire
un'esperienza positiva.
Come parte del processo di chiusura dell'account:
• Non puoi più accedere al tuo account KDP, Libreria o Report.
• Abbiamo rimosso i tuoi libri pubblicati dall'Amazon Store.
• Non hai diritto a ricevere alcuna royalty in sospeso.
• Non ti è consentito aprire un nuovo account KDP.
Per ulteriori informazioni, consulta i nostri Termini e condizioni:
https://kdp.amazon.com/terms-and-conditions
Se hai domande o ritieni che il tuo account sia stato chiuso per errore,
rispondi a questa email. Per aiutarci a rispondere rapidamente, invia una sola
email. Per maggiori dettagli sulle linee guida Contenuti di KDP, visita Aiuto:
https://kdp.amazon.com/help/topic/G200672390
Saluti,
Amazon KDP
Sivashankar
Team di revisione Amazon Contenuti
Mia ultima risposta:
Davide Oscar Andreoni
Revisione
account Kindle
So
perfettamente il perchè avete chiuso il mio account. Quello che mi meraviglia e
rimango basito è con quale superficialità agite. Avete letto il libro o vi
siete limitati a vedere ciò che volevate vedere? Non vi siete accorti che il
libro evidenziava un grido sordo di dolore che nasce dalla società? Non vi
siete accorti che è una denuncia all'ipocrisia, e permettete anche come la
vostra? Come fai a denunciare se non illustri i fatti? La pornografia è un male
deleterio della società e voi censurandola, senza approfondire non fate altro
che alimentarla. Diciamocelo onestamente: L'algoritmo ha chiuso il conto e voi
vi siete attenuti, dopo se lo stesso libro viene pubblicato da un’altra casa
editrice, vi sta bene e lo pubblicizzate anche a dimostrazione di quanto
affermo nel mio "Il Tempio e l'Arena. Ad ogni modo non importa, constato
solo che siete come un cavallo con i paraocchi. Saluti