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sabato 29 agosto 2026

 

Tutti parlano di libertà, nessuno vuole il fuoco


        Viviamo in un’epoca che ha fatto della parola libertà il proprio idolo più comodo e della verità il suo sacrificio più frequente. La rivendichiamo tutti, ma quasi nessuno è disposto a sostenerne il peso reale. Abbiamo scambiato la vera libertà — che richiede forma, responsabilità e coraggio interiore — con il semplice capriccio e la rimozione di ogni limite.

L’illusione della distruzione

Ha prevalso la rottura sulla maturazione. Ci siamo illusi che bastasse dissacrare per essere vivi e infrangere vincoli per scoprire chi siamo. Ma distruggere i limiti senza un’anima capace di reggere il vuoto non genera uomini più alti: genera individui fragili, smarriti ed esposti alla menzogna.

Questa povertà viene da lontano: generazioni che hanno predicato la liberazione scambiando ogni proibizione per oppressione. Hanno cercato l'amore libero lasciando in eredità la sua dissipazione, e battendosi contro l'ipocrisia hanno smarrito il senso del sacro. Oggi raccogliamo quel frutti: un dolore diffuso che non diventa conoscenza, ma si trasforma in rumore, sfogo, violenza o apatia.

La fuga dalla responsabilità

Inutile incolpare solo i giovani. Essi sono il prodotto di una cultura adulta che ha moltiplicato i diritti e svuotato le iniziazioni; che chiede equilibrio senza offrire profondità. Perfino il mondo educativo e culturale ha sostituito la trasformazione con la gestione: non si vogliono più esseri umani che affrontino la propria verità, ma soggetti regolati, adattati e funzionali.

Sotto ogni maschera si nasconde la vera ferita del nostro tempo: la paura di stare davanti a se stessi senza fuggire.

La vera domanda

Denunciare il deserto è facile; molto più difficile è rinunciare ai propri alibi e riconoscere che, senza un attraversamento interiore, ogni indignazione resta solo teatro.

La questione non riguarda più "gli altri", ma ciascuno di noi: abbiamo il coraggio di attraversare quel luogo in cui l'essere umano smette di recitare e comincia a bruciare?

Ci sono libri che sanno di intrattenimento e libri che si leggono solo quando si è pronti a perdere qualcosa. Il Fuoco dentro appartiene a questi ultimi: non consola, non addomestica. Chiama chi è stanco delle parole senza carne e sa che per rinascere occorre accettare la combustione.

Tutto il resto è folla, arena, commento. Ma per chi non vuole più accontentarsi dell'arena, il viaggio comincia proprio da quella soglia.

Tratto dalle riflessioni di Onì d’Andrè:                                                                                                    

  per approfondire: https://www.onidandre.it/riflessioni/

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